Attacco metallografico
L'attacco è un processo chimico o elettrolitico utilizzato dopo le procedure di prelevigatura e lucidatura metallografica.

L'attacco in materialografia esercita un'influenza controllata sulle diverse fasi o proprietà ottiche ai bordi dei grani, fasi o superfici dei grani, consentendo così l'ispezione al microscopio e l'uso aggiuntivo di filtri ottici.
La preparazione prima del processo di attacco dev'essere adattata all'obiettivo dell'indagine.
Procedura di attacco
Fasi di selezione del metodo
- La lucidatura iniziale del campione richiede una superficie liscia senza deformazioni e graffi.
- Il reagente d'attacco per il materiale dev'essere selezionato facendo riferimento alla letteratura pubblicata.
- In alcuni casi, oltre al processo d'attacco è possibile migliorare il contrasto con filtri sul microscopio ottico. Questo processo viene definito "attacco ottico."
- In caso di attacco elettrolitico, è necessario selezionare un elettrolita, un voltaggio e un tempo di esposizione del campione adeguati.
Materiali e Reagenti
Di seguito sono elencati alcuni esempi di vari reagenti:

Acciai al carbonio
Acido nitrico alcolico

Acciai altolegati
Reagenti coloranti (Beraha, Lichtenegger), con soda V2A o reagente Adler contenente acido cloridrico

Acciai altolegati
Attacco elettrolitico con acido ossalico

Alluminio e leghe
Barker

Rame e leghe
Modifiche del reagente di Klemm.
Tipi di attacco
Esistono diversi tipi di attacco, descritti di seguito.

Attacco chimico
L'attacco chimico prevede l'immersione completa di un campione preparato, solitamente prelevigato (per macro attacco) o finemente lucidato (per micro attacco), in un fluido d'attacco (reagente).
Il macro attacco consente di esaminare la superficie del campione a occhio o con una lente d'ingrandimento (fino a 25x). Il micro attacco consente l'ispezione al microscopio con ingrandimenti fino a 1.000x (microscopia ottica) o più (microscopia elettronica).
L'attacco per dissoluzione consente attacchi specifici ai bordi dei grani, superfici o fasi.
Durante l'attacco per precipitazione (noto anche come attacco a colori), sulla superficie si forma uno strato sottile di un certo spessore, a seconda della composizione chimica o dell'orientamento dei grani.

Attacco elettrolitico
L'attacco elettrolitico richiede un campione conduttivo omogeneo. La lucidatura della superficie può essere realizzata con brevi operazioni meccaniche di prelevigatura e lucidatura che danno come risultato una superficie più piana, ma con deformazioni e/o graffi. La lucidatura elettrolitica genera meno deformazioni con arrotondamento dei bordi e possibile dilavamento delle fasi.
Il principio dell'attacco elettrolitico è lo stesso di quello chimico, l'unica differenza è che il campione funge da anodo in una cella galvanica, con conseguente rimozione di materiale dalla sua superficie. Per particolari indagini su materiali a base di alluminio, è possibile applicare un attacco elettrolitico che forma uno strato anodizzato sulla superficie ben lucidata del campione e analizzarlo sotto luce polarizzata (attacco Barker).
Attacco dell'acciaio inossidabile
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Risoluzione dei problemi - Attacco
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